Presupposti del welfare generativo

Considerando che la base per costruire coesione di intenti e convergenza operativa tra i molteplici attori che intervengono nel disegnare il welfare territoriale, è la condivisione di un linguaggio e di una visione paradigmatica, e posto da tempo in evidenza che la contrazione di risorse, la crisi delle istituzioni, le tensioni sociali sono anche ricadute di un modello di welfare in grande sofferenza (e non viceversa), a cui fa diffusamente da contraltare la proposta del “Welfare Generativo”, i Gruppi di Lavoro hanno avviato il loro percorso con una disamina di quelle che sono le caratteristiche e le implicazioni di quest’ultimo approccio, per arrivare ad evidenziare ciò che ne rende ormai necessaria l’adozione.

Di seguito si può scaricare uno schema che accorpa, per dimensioni di analisi, quanto emerso dai 4 gruppi, confrontando modelli di welfare tradizionali e generativi

Tutti i Gruppi arrivano alla conclusione che un modello di welfare è Generativo nella misura in cui ri-genera competenze, moltiplica risorse, trasforma i modi con cui la Comunità concorre alla propria coesione.

Rispetto a tali elementi viene sottolineata l’IMPORTANTE REGIA DELL’ ENTE PUBBLICO, che gioca un ruolo di “facilitatore relazionale” piuttosto che “erogatore di prestazioni”. Diventa GARANTE DELLA DIREZIONE da tenere  verso la Coesione.

Coerentemente con tale visione processuale e dinamica della Comunità, che scardina le tradizionali Aree di bisogno connesse alle categorie di utenza (Anziani, Disabili, Minori e Famiglie, ecc..) i temi affidati ai gruppi, ovvero Generare Partecipazione, Generare Opportunità, Generare Luoghi, Generare Coesione, rappresentano dei pilastri di esigenze macro, trasversali, e contemporaneamente degli interrogativi di fondo, di cui diventa imprescindibile occuparsi se ci si assume la responsabilità di innovare in profondità il sistema dei Servizi.